La Premier League, quest’anno, è arrivata nelle piccole mani del Leicester City, sulla quale nessuno avrebbe scommesso un euro: ecco come mister Ranieri è riuscito nel portare a termine tale impresa.

Un leader e non un capo

Ranieri si è distinto soprattutto per il suo modo di fare coi suoi ragazzi: nessuno strillo, minaccia oppure comportamenti da dittatore.
Semplicemente ha deciso di utilizzare la tattica dell’amico, del padre di famiglia, ovvero di colui che da ottimi consigli e che spera che, grazie ad essi, i risultati si possano raggiungere in maniera facile ed immediata.
E proprio il modo di fare di Ranieri passerà alla storia: un leader carismatico al quale nessuno ha provato a disobbedire, cosa che gli ha permesso di poter ottenere il grande successo finale nella Premier League.

Tutti uniti per un unico obiettivo

La capacità di Ranieri, nel creare un gruppo che fosse veramente unito, ha creato un’alchimia ed un ottimo clima all’interno degli spogliatoi del Leicester.
Nessuna prima donna, ma undici titolari che sul campo hanno dovuto sudare per potersi meritare il titolo di campioni: non sono mancati i cambi strategici ma, prima di ogni partita, ogni singolo giocatore sapeva per cosa stava scendendo in campo, ovvero per poter scrivere una piccola pagina della grande storia del Leicester ed ognuno di loro aveva un compito ben preciso, che gli ha permesso di far raggiungere l’obiettivo finale al gruppo intero.

Non sconfitta, ma lezione importante

Il Leicester ha subito anche delle sconfitte pesanti, che hanno minato il percorso finale verso la gloria: ma come si è comportato Ranieri?
Semplicemente ha analizzato, con grande attenzione, la sconfitta patita sul campo e non lo ha fatto da solo: egli riuniva i suoi giocatori e spiegava loro, in maniera onesta e semplice, cosa non andava all’interno della squadra.
Parole semplici ma tanto funzionanti e soprattutto ideali per riuscire a stimolare il gruppo e per spronarlo a fare molto di meglio.
L’obiettivo veniva ricordato periodicamente, senza però infastidire o assillare troppo i giocatori: una semplice piccola notifica che, periodicamente, Ranieri faceva recepire al cervello dei giocatori, in maniera tale che essi non si scordassero il perché scendessero in campo.

Il talento ed il suo reale valore

Ranieri ha anche portato al termine una missione che, spesso e volentieri, non viene mai raggiunta da altri allenatori o manager in altri settori: valorizzare il talento e scoprire quello nascosto in ogni giocatore ritenuto poco forte dalla critica.
Si è trattato di capire come riuscire a trovare dei punti di forza di ogni giocatore e cercare di sfruttarli per far male e sconfiggere i vari avversari: per questo, la formazione del Leicester, è stata cambiata diverse volte da Ranieri, alla ricerca della giusta combinazione impossibile da sconfiggere.
Inoltre, lo studio delle varie avversarie della Premier, avvenuto sempre a tavolino ed in maniera quasi metodica, ha fatto in modo che, il Leicester, scendesse in campo agguerrito e si preparasse ad affrontare quella che sarebbe stata una grande sfida in grado di cambiare le sorti del campionato calcistico inglese.

Ranieri è quindi un mostro? La risposta no: egli è semplicemente un allenatore che ha sfruttato alcune regole basilari per creare un ottimo team che ha raggiunto, con qualche fatica, l’obiettivo finale.